TrenDenze THE SHOW “MA IO SONO LUCANO” e “GENERAZIONI #PASSAPAROLA”: intervista a Dino Paradiso direttore artistico di TREND

Una delle novità della manifestazione è il direttore artistico di TREND, il noto comico lucano Dino Paradiso, protagonista dello spettacolo in scena allo Stabile nelle prime due serate di programmazione del cartello dedicato agli eventi: “MA IO SONO LUCANO” dove il ‘ma’ vuol dire tanto. “Noi Lucani siamo pochi e già questo determina una sorta di confine, una riserva un po’ come era per gli Indiani d’America. La Basilicata – ha spiegato Dino Paradiso - è una piccola regione con caratteristiche proprie.

Grandi scrittori e registi spesso dipingono una popolazione fiera che dà poco fastidio nel bene e nel male, una popolazione con delle caratteristiche che vanno esplorate. Nel mio essere comico ho tentato di partire proprio da quello che, in mezzo a tanta omologazione, poteva distinguermi soprattutto all’interno di una trasmissione televisiva dove sono tutti comici. Mi sono chiesto: ‘Chi sono io rispetto agli altri?’. Ma io sono lucano: ho fatto così della mia lucanità un tratto distintivo e una consapevole riflessione sulla unicità di essere lucani che non vuol dire per forza essere migliori. A ‘Colorado’ iniziavo dicendo: ‘È facile essere italiani, ma io sono lucano’. In quel caso il ‘ma’ era messo in relazione all’essere italiano. Con questo non volevo per forza distinguermi, ma nell’omologazione, l’essere lucano può rappresentare un punto positivo”. Quanto al tema fondante di TREND, Paradiso ha evidenziato che: “Il lavoro è un sistema, anche in questo caso si gioca sui numeri. Mantenerlo lì dove c’è non è semplice quando la competizione diventa globale e gli schemi saltano. È pur vero, però, che il cambiamento deve produrre crolli, ma anche generare novità in una storia drammaticamente tragica.

Il lavoro non è solo economia, ma riguarda l’essere dignitosamente uomini”. Quanto al suo personale rapporto con Enrico Sodano, scrittore del libro “L’arte di vendere l’aspirapolvere nel deserto” e autore dello spettacolo “GENERAZIONI #PASSAPAROLA” in programma il 17 e 18 maggio, ha sottolineato che: “ConoscoEnrico dopo una mia esibizione, quando mi si avvicina per chiedermi di leggere il suo libro da cui è stato tratto lo spettacolo,già messo in scena in numerose repliche nei territori lucani. Numeri importanti per chi nasce e si muove in Basilicata.

Da lì la proposta di entrare a far parte del cast, qualche modifica sulla parte registica e inizia così la nostra avventura. Non si tratta solo di uno spettacolo itinerante, ma anche mutevole: non a caso nella serata del 17 maggio, ci sarà un’integrazione con i ragazzi dello SPRAR di Rionero. Uno spettacolo che si presta a questo tipo di ‘incursioni’, mettendo in scena un linguaggio a più livelli: satira, radio, musica, video, prosa. Nasce così il mio rapporto con Enrico: fiutando la possibilità che le nostre strade potessero incrociarsi dal punto di vista amicale e professionale all’interno di una manifestazione innovativa anche nella composizione della location: i truck posizionati in piazza, grazie alla ditta Cirigliano, sono per antonomasia qualcosa che si muove, che interviene a creare spazi teatrali lì dove non esistono”.