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Trend 3.0 - I Fondi Europei raccontati dall'Ordine degli Ingegneri

5maggio 02Lavoro, cultura e ricerca scientifica

"Per raccontare i Fondi Europei, abbiamo deciso di dare la parola a quattro professionisti, perchè la discussione risultasse slegata dai tecnicismi". Giuseppe D'Onofrio: "Mi piace ricordare questa collaborazione tra Ordine degli Ingegneri di Potenza e Trend perchè c'è un filo conduttore che lega questi due organismi: come Trend anche l'ordine sta puntando alla formazione specialistica.

Il nostro motto è "una migliore formazione garantisce maggiori occasioni di lavoro". Sentiamo spesso parlare di rinnovamento della Pa, cni, della necessità di creare reti nel mondo delle professioni, abbiamo dunque approvato un obiettivo strategico prioritario nel nostro Consiglio per rafforzare le competenze da attivare per la partecipazione a progetti co-finanziati dall'Europa".

Monica Salvia: "Lavoro per l'unico istituto che ha sede in Basilicata, a Tito, il CNR. Grande presenza di under 35, donne, grande capacità di autofinanziamento, fondi europei. Sono sei quelli già finanziati. Pianificazione energetica ambientale e climatica. I Seap bypassano il livello nazionale, grande capacità di progettazione sul tema. Si lavora su fonti rinnovabili, ci sono cambiamenti di atteggiamento (aiutano a raggiungere obiettivo di efficientamento energetico). Fondamentale lavorare in termini di visione. Nella definizione sul lungo periodo, ci sono molti tool (strumenti) a nostra disposizione. 4 elementi: programmi interregionali, nazionali, Horizon 2020, Life +. L'Italia partecipa moltissimo magari perchè scarseggiano i fondi nazionali. Gli aspetti privilegiati legati alla ricerca. Nel settimo programma quadro noto come Fp7 la Basilicata ha percentuale infinitesima, e si è passati a Horizon 2020 che include l'innovazione concreta. (focus su sfide sociali). Energia sicura, efficienza materie prime, le scienze umane e socio economiche sono integrate. A Horizon 2020 tutti i soggetti giuridici, e non solo enti di ricerca e affini.

Nicola Tamma, ricordando le lezioni del suo professore universitario, introduce le tre parole chiave del suo intervento: piano, progetto e programma. "Programmazione significa partire dagli obiettivi posti nella programmazione europea. Ed è proprio l'Europa che ci dice di guardare indietro e di valutare ciò che è stato già realizzato, se sono cose buone ci serviranno da esempio, se non sono buone serviranno da lezione; in Italia però si fa poca valutazione".

L'ing. Alessandro Attolico parlando di Resilienza e del progetto che ha visto l'ente provinciale coinvolto nel 2015, ha sottolineato come i tre assi portanti sulle politiche di sviluppo a medio e lungo termine siano la Sicurezza territoriale, lo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici. A seguito della Pianificazione, si è proceduto a operare sulle reti (locali con il coinvolgimento di stakeholder e internazionali), spendendo quella esperienza maturata nell'amministrazione provinciale e quindi esportando le buone pratiche, quindi infine valutando le formule più opportune di Finanziamento. Tutto, in sostanza, si gioca sul trasferimento del know how.

L'ing. Vito Santarsiero ha chiuso la sessione di lavori, relazionando sul Piano 2006 e spiegando come in quella occasione i Fondi Fas siano stai usati in una grande azione di solidarietà e non già per lo sviluppo. A questa occasione mancata si aggiungiamo le pecche croniche del Mezzogiorno; la speranza è nel cambiamento che si sta attuando e che mira sempre più a un utilizzo consapevole delle risorse.