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Momento di consuntivi, quello di sabato mattina presso il Museo Adamesteanu, in cui si è discusso di Basilicata, di Università a distanza di 30 anni dalla sua costituzione con voci trasversali, istituzionali, politiche e accademiche.

Giuseppe Palo, presidente Ordine Assistenti : "Il mio è un bilancio positivo, sia per il tema che per la rinnovata adesione. E' il secondo anno che partecipiamo al Trend e che usciamo dalle anguste mura carcerarie.

Rispetto alla società civile siamo residuali; noi non vorremmo e per questo usiamo occasioni del genere per onorare ciò che si fa e ciò che si farà. C'è un programma regionale su cui stiamo operando. In cinque anni si sono aperte prospettive professionali e possibilità lavorative. E' necessario formare i detenuti, gli operatori sociali e il personale interno: non vogliamo essere considerati la "cenerentola" della pubblica amministrazione. Il carcere è servizio e risorsa, c'è bisogno di un cambio di prospettiva per divenire risorsa per la collettività.

La detenzione non è ozio inutile; il carcere ha bisogno di arte, cultura, cinema, in questo modo si ottiene una reale integrazione. Dobbiamo liberarci del concetto troppe volte usato del "mostro" che va confinato, bisogna essere in grado di parlare anche del buono che accade in ambito carcerario. Per il futuro stiamo mettendo su sei realtà d'impresa, due per ciascun istituto.

A Melfi, c'è la produzione di miele inserita nel progetto "L'ape libera" (la metafora è quella del messaggero di libertà) e abbiamo lanciato la campagna di "adozione delle arnie". I vasetti di miele sono diventati idee regalo, per esempio. Partiremo poi con la lavanderia "Senza macchia". A Potenza, stiamo pensando al "Bar temporaneo", dove anche i mobili restsurati dai detenuti possono essere acquistati.

Su Matera, grazie a una cooperativa sociale di un giovane imprenditore, abbiamo costituito tre serre er la produzione di funghi su fondi di caffè, andandi a valorizzare l'idea del "rifiuto" che diviene prospettiva. Con la Calia, "Pietre di scarto" sostenuta dall'associazione Made in Carcere, tutti i tessuti avanzati dalle lavorazioni diventano nuovo materiale nei laboratori creativi".